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Giulio Romano e la tecnica secondo BPR Group

In questi mesi, fino al 6  gennaio 2020, Mantova celebra il genio artistico di Giulio Romano con due mostre in città , a Palazzo Ducale e a Palazzo Te, e una a San Benedetto Po. Proprio nel mantovano, infatti, Giulio Pippi (1499 -1546) ha lasciato i segni più importanti della sua attività di architetto e di designer ante litteram al servizio dei Gonzaga. L’ammirazione per l’allievo prediletto di Raffaello, universalmente considerato come uno dei più grandi protagonisti dell’arte rinascimentale, induce anche a una utile riflessione sulla sua visione del mondo e sul metodo di lavoro utilizzato per scoprirne la straordinaria modernità.

 

La lezione morale di Giulio Romano

E’ nella sala dei Giganti di Palazzo Te che possiamo cogliere la lezione morale di Giulio, appresa dalla mitologia greco romana, dal testo biblico e forse anche dall’Inferno Dantesco. I giganti, travolti dall’ira degli dei, sono puniti per la loro “hybris”, che traduciamo in tracotanza, dismisura, superbia. L’eccezionale gesto artistico, di fronte al quale è impossibile non cedere all’emozione, è dunque anche un promemoria critico, sempre attuale: l’uomo ha grandi possibilità ma anche limiti dovuti alla sua imperfezione. Guai a dimenticarlo! Anche oggi, in un contesto di  trasformazioni epocali, radicali e irreversibili, è necessario maturare una sensibilità etica per  saper valutare opportunità e rischi,  per meditare sulle conseguenze delle nostre azioni. Oggi più che mai ne va della dignità e della sopravvivenza del genere umano.

 

 

Saper fare con “Nuova e stravagante maniera”

Giulio Romano, stimolato dalle grandi star del suo periodo, Raffaello e Michelangelo,  ha dato prova di grande capacità inventiva e di ricerca figurativa, inaugurando una “nuova e stravagante maniera”. Il metodo utilizzato nell’esercizio della sua poliedrica attività di pittore, designer, architetto, è quello tipico dell’epoca: il lavoro di gruppo. Le opere d’arte nascono nelle botteghe dei maestri che selezionano i loro collaboratori in relazione alle altissime capacità professionali e alla forte motivazione. Giulio era allievo di Raffaello, che era allievo del Perugino, che, come Leonardo, era allievo del Verrocchio, che era allievo di Donatello….Come si vede, si è  sempre “nani sulle spalle di giganti”.

L’arte di Giulio Romano non è dunque il frutto di un singolo, ancorché geniale, ma di una scuola in cui la conoscenza, la competenza e la passione – ossia sapere, saper fare, voler fare – sono considerati i requisiti indispensabili per ottenere qualcosa di  “ben fatto”.

 

P.S. sul nostro territorio:
In territorio Mogliese si trova Villa Galvagnina, costruita tra il XV e i XVI sec. , oggi in condizioni disastrose. Al suo interno esiste(va) un ciclo di affreschi di scuola giuliesca. Nel 1989, in occasione dell’altra grande mostra mantovana  dedicata a Giulio Romano, la villa, di proprietà delComune di Mantova, fu aperta al pubblico per l’ultima volta.

 

 

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