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In Zurich più flessibilità per gli smart worker

Lo smart working significa “semplicemente” ripensare il lavoro in un’ottica più intelligente, mettere in discussione i vincoli tradizionali che caratterizzano la giornata lavorativa come la intendiamo tutti, per lasciare alle persone maggior indipendenza e libertà di azione.

La giornata degli smart worker in Zurich è quindi caratterizzata dall’assenza di un orario rigido e dall’autonomia nell’erogazione della prestazione. «Per lavorare da remoto ai lavoratori forniamo la strumentazione tecnologica necessaria», dice Oliviero Bernardi, head of hr di Zurich Italia.

In questo modo Zurich inizierà a camminare verso un modello organizzativo sostenibile e performante caratterizzato da una produttività basata su flessibilità della prestazione e fiducia tra impresa e lavoratore.

Come spiegano in Zurich, questo modello è basato sui concetti di autonomia, ma anche responsabilizzazione, valorizzazione dei talenti e fiducia che diventano principi chiave di questo nuovo approccio. Il dipendente potrà dunque lavorare al di fuori della sede di lavoro assegnata, secondo le modalità ed i limiti definiti dall’accordo, presso il domicilio o in luogo alternativo alla propria abitazione.

Il perno attorno al quale ruota questo modello è il principio per cui è importante far lavorare bene le persone sui contenuti, non più sulle ore. In Zurich spiegano: «Abbiamo richiesto uno sforzo di competenze in più rispetto al passato. Meno riunioni, più deleghe, forte responsabilizzazione delle persone».

Il tutto è partito da una sperimentazione che ha riguardato 100 dipendenti; dopo aver attestato una riduzione dell’assenteismo e un aumento della produttività, la volontà è ora quella di estendere lo strumento dello smart working a tutte le figure che possono svolgere un lavoro da remoto (circa 1.000 dipendenti su 1.300 lavoratori totali).

Nella tua azienda ci sono i profili giusti per sperimentare i principi dello smart working? Se hai già provato a metterlo in pratica, raccontaci la tua esperienza!

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

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