Analisi dei Costi Aziendali: uno step necessario per l’ottimizzazione

Fino a quando il fatturato di un’azienda è in crescita, il problema dei costi aziendali sembra essere più che mai distante, in quanto, l’incremento del fatturato produce un giro di denaro utile a sostenere i costi aziendali.

Tuttavia, pur essendo mascherati, i problemi legati agli sprechi e ai costi fuori controllo sono comunque presenti e si manifestano in maniera preponderante nel momento in cui il fatturato si contrae. In quel caso, le spese e i costi contribuiscono all’indebitamento dell’azienda, la quale il più delle volte è costretta a prendere decisioni drastiche e non oculate.

Tutto ciò può essere evitato attraverso una corretta analisi dei costi.

In questo articolo, scopriremo insieme cos’è l’analisi dei costi, quali sono i benefici sottostanti e porremo le basi per svolgerla correttamente.

Cos’è l’analisi dei costi aziendali?

L’analisi dei costi è un processo che prevede la revisione ricorsiva dei costi, con l’intento di verificare lo stato di salute dell’azienda e di allocare le risorse in maniera ottimale. In altri termini, tale analisi permette di ottenere una panoramica chiara sull’andamento dell’impresa e di massimizzare le risorse attraverso l’individuazione degli sprechi e la loro eliminazione.

Nonostante i benefici espressi anche all’interno della definizione stessa, molti imprenditori continuano a non prestare attenzione ai costi aziendali, orientando le proprie energie solamente nella direzione di un incremento del fatturato. Tuttavia, l’aumento del fatturato non è direttamente proporzionale all’incremento dei profitti. In alcune circostanze, addirittura, l’aumento del fatturato può comportare la riduzione dei margini, in quanto induce un aumento dei costi più che proporzionale, con conseguente indebolimento delle capacità aziendali. Pertanto, lo sguardo dell’imprenditore non deve essere rivolto alla mera ricerca di incremento del fatturato, quanto piuttosto all’aumento del margine, ottenibile grazie ad un’attenta analisi dei costi e un’accurata riduzione degli sprechi.

I benefici dell’analisi dei costi aziendali

A questo punto la domanda che sorge spontanea è la seguente: perché investire nell’analisi dei costi aziendali? Le risposte a questa domanda sono molteplici e possono essere riassunte nei seguenti punti:

  • Risparmiare capitale dell’azienda. Infatti, attraverso un’analisi costante e ricorsiva dei costi sarà semplice comprendere dove le risorse non stanno fruttando e dove, invece, è preferibile investire. Mediante strumenti per centri di costo è possibile definire anche le divisioni e le aree responsabili di un maggior impiego di risorse.

  • Identificare gli sprechi esistenti. Grazie all’analisi è possibile comprendere se c’è uno spreco di risorse, e se sì, dove avviene. Tutte le informazioni rimaste fino a quel momento nascoste, saranno portate alla luce e potranno essere definiti gli interventi.

  • Monitorare lo stato di salute dell’azienda. Un’analisi ricorsiva dei costi permette di osservare il cambiamento dei costi variabili e comprendere quanto incidono sul prezzo del prodotto. In questo modo, i costi e i prezzi potranno essere bilanciati, mantenendo l’assetto organizzativo in salute.

  • Determinare il prezzo di vendita del prodotto. Per determinare il prezzo di un prodotto è necessario effettuare un’analisi dei costi fissi e variabili e definire il “break-even point”, nonché il punto dove costi e ricavi si equivalgono e l’azienda comincia a coprire i costi fissi. Conoscere il “punto zero” permette di capire dove comincia l’effettivo guadagno per l’azienda.

Nonostante sia indispensabile avere una panoramica dei costi che agiscono ed intervengono nel il prezzo del prodotto, per determinarlo gran parte degli imprenditori predilige ancora l’utilizzo del metodo classico. Quest’ultimo si fonda sulla somma del costo delle materie prime, della manodopera e della quota di spese totali, applicando a questi la percentuale di ricarico, nonché il margine di utile che si vuole ottenere. Un esempio rende il tutto più semplice: se la somma dei costi equivale a 100€ e a questi si aggiunge il 20% di margine, allora il prezzo del prodotto sarà di 120€. Tuttavia, questa modalità di trattare i costi è imprecisa e rischia di avere impatti consistenti sulle sorti dell’organizzazione. Ciò che si dovrebbe fare, al contrario, è analizzare tutti i costi aziendali presenti ed osservare con attenzione gli elementi che contraddistinguono ciascun prodotto, evitando di suddividere equamente le ore impiegate per prodotti tra loro differenti.

Come svolgere l’analisi dei costi aziendali?

L’analisi dei costi aziendali è un processo che, per essere svolto, richiede tempo e costanza. Infatti, per cominciare l’analisi organizzativa è necessario comprendere i costi che caratterizzano l’azienda e come sono distribuiti. Ma questo non basta: per agire efficacemente, è indispensabile un controllo ricorsivo, che permetta di monitorarli e vedere, qualora costituiscano sprechi, come eliminarli.

Il primo passo per svolgere l’analisi dei costi implica la delineazione dei principali costi esistenti nella realtà. Essi possono essere distinti secondo alcuni criteri:

  • Costi pluriennali e d’esercizio. Con il primo termine si fa riferimento a costi sostenuti per fattori produttivi, che si estendono in più periodi amministrativi. Con il secondo, invece, si intendono i costi che manifestano la propria utilità nel corso di un solo periodo amministrativo.

  • Costi diretti e indiretti. I costi diretti sono legati ai prodotti ai quali si riferiscono (es. le materie prime hanno un legame con il prodotto realizzato), mentre quelli indiretti sono legati alla struttura dello stabilimento e non sono ricollegabili ad un determinato prodotto (es. le retribuzioni del personale).

  • Costi fissi, variabili e marginali. Essi determinano la variabilità del costo. I primi sono costi che l’imprenditore deve sostenere per dare continuità all’attività e realizzare i propri prodotti. Essi possono essere costanti se riferiti ad un periodo della vita e a certe condizioni, ma nel tempo possono subire variazioni. I costi variabili, d’altro canto, sono costi aggiuntivi che l’azienda sostiene per ciascun prodotto, collegati all’andamento della produzione. Questi ultimi si caratterizzano per essere direttamente proporzionali al numero di pezzi realizzati. I costi fissi e variabili, uniti, determinano il costo totale dell’azienda e della produzione. Infine, il costo marginale costituisce la quota di prestazione necessaria a coprire i costi fissi. Indica, in questi termini, quanto sia conveniente o meno aumentare la produzione.

  • Costi standard ed effettivi. I costi standard sono definiti a preventivo, mentre quelli effettivi costituiscono l’effettiva spesa affrontata dall’azienda.

Conclusioni

Svolgere l’analisi dei costi aziendale costituisce una spesa per l’impresa, ma tra le spese rientrano anche gli sprechi rimasti nascosti e l’errata definizione del prezzo di un prodotto. Questi ultimi rappresentano una significativa minaccia che, troppo spesso, rimane celata dietro operazioni svolte in maniera errata o la totale assenza di calcoli.

Proprio per questo, seppure investire in questo genere di analisi costi sia un ulteriore costo, quest’ultimo sarà significativamente inferiore al rischio che comporta la vendita di un prodotto ad un prezzo troppo basso o la mancata conoscenza degli sprechi esistenti.

I consulenti BPR Group sono in grado di affiancarti nell’analisi dei costi della tua realtà, aiutandoti a costituire un controllo di gestione per essere sempre più competitivi: contattaci e parla con uno dei nostri esperti.

Lascia un commento