Chi è il Temporary Manager? Potrebbe essere la figura chiave per la svolta della tua azienda

Chi è il Temporary Manager? Potrebbe essere la figura chiave per la svolta della tua azienda

Il temporary manager è una figura chiave per l’azienda: non solo per gestire situazioni di crisi, ma anche come attore protagonista dell’accelerazione del cambiamento, della crescita e dello sviluppo aziendale. Vediamo insieme per quale motivo.

Il Temporary Management permette l’affidamento della gestione di un’impresa o di un progetto a Manager “esterni”, con l’obiettivo di garantire continuità all’organizzazione, accrescendone le competenze manageriali esistenti. Per il team di BPR Group, l’obiettivo primario di ogni nostro Temporary Manager è quello di ricoprire una responsabilità precisa in azienda, per un periodo di tempo limitato, al fine di risolvere problemi gravi e contingenti.

 

Il Temporary Management va a soddisfare due specifiche esigenze aziendali:
coprire un vuoto temporaneo nell’organizzazione e gestire un cambiamento.

 

Perché le organizzazioni dovrebbero affidarsi a un Temporary Manager?

Un’azienda può scegliere di cercare un temporary manager per ragioni differenti:

  • all’interno non hanno una risorsa adeguata
  • è necessario aumentarele competenze “Manageriali/gestionali” esistenti
  • nessuno all’interno è in grado di gestire transizioni critiche o problematiche specifiche.

Il Temporary Manager è una risorsa senior in termini di professionalità e di esperienza. Un manager che abbia lavorato con successo e per molti anni in aziende dalle dimensioni diverse, maturando un’ottima professionalità unita ad una elevata flessibilità e adattabilità alle diverse situazioni aziendali. Per contro il Temporary Manager è “l’attuatore” di un progetto specifico, che può voler dire cambiamento, ma anche cessione di attività, dismissione di un’unità produttiva, fusione e acquisizione, creazione e lancio di nuove società o attività, internazionalizzazione, gestione di difficoltà strutturali o transitorie, gestione di una crescita rapida, ottimizzazione di costi e risorse o, anche, guida di progetti specifici.

Il vero Temporary Manager è un Manager decisamente insolito: non è interessato alla carriera tradizionale, non cerca le sicurezze del posto fisso e le stabilità delle dirigenze a lungo termine, si annoia nella routine e nel mantenimento delle posizioni. Al contrario, trae linfa vitale dalle nuove sfide, in particolare da quelle sempre più difficili e delicate.

In quali contesti interviene il Temporary Manager? Per quanto tempo?

Per introdurre un altro aspetto operativo caratteristico del Temporary Manager – ma assente in altre figure professionali – affrontiamo a questo punto una realtà con cui le aziende italiane sono chiamate molto spesso a fare i conti.

Non di rado la realizzazione concreta di un nuovo progetto o anche l’avvio di un cambiamento si bloccano davanti alla mancanza di disponibilità, da parte dell’azienda, di risorse umane e capacità adeguate per portare a termine tali interventi.

La conseguenza è che molti progetti, anche estremamente validi e brillanti, non giungono mai alla fase di realizzazione, appunto per la carenza di risorse adeguate, interne, che possano occuparsi della gestione del progetto stesso.

Qual è la durata tipica di un intervento di Temporary Management?

  • i progetti brevi hanno una durata compresa tra i 9 e i 12 mesi,
  • i progetti “lunghi ” (dai 18 mesi in su),
  • i progetti di ristrutturazione e rilancio, che arrivano fino a 24-36 mesi.

Oltre alla variabile “tempo”, anche l’ambito di intervento può riguardare diversi comparti aziendali: dalla direzione generale alla direzione amministrazione, finanza e controllo; dalla produzione alla logistica all’industrializzazione del prodotto e agli acquisti; dal marketing alle vendite; dalle risorse Umane fino all’information technology, e al project management.

Temporary manager

 

Il caso: Temporary Management di BPR in un’azienda metalmeccanica

BPR Group è stata chiamata da un’azienda leader nella produzione di parti meccaniche per il settore macchine agricole per ricoprire il ruolo vacante di Direzione Industrializzazione.
Gli obiettivi assegnati sono stati i seguenti:

  • Ottimizzare le attività dalla progettazione del prodotto all’entrata in produzione, introducendo principi di Lean Manufacturing e Lean Engineering
  • Formare e sostenere la crescita di un dipendente dell’azienda stessa con obiettivo di occupare il ruolo al termine del percorso di affiancamento
  • Gestire il Team industrializzazione, migliorandone l’organizzazione e facendo crescere la professionalità
  • Migliorare e standardizzare i metodi di lavoro a tutti i livelli utilizzando la politica di “Riduzione degli Sprechi” con conseguente aumento della produttività
  • Valutare internalizzazione prodotti /processi attualmente appaltati a terzi
  • Proporre e validare investimenti in tecnologie e impianti
  • Organizzare il Team di manutenzione per implementare i principi del WCM (World Class Manufacturing).

Trascorsi 6-8 mesi di lavoro – a fronte dei risultati positivi in termini di ottimizzazione processi e gestione risorse – l’azienda ha chiesto al manager di BPR Group di estendere il proprio ambito di intervento per affiancare e formare il futuro Direttore di Produzione.

La nostra attività si è quindi sviluppata in altre azioni di supporto con le seguenti condizioni:

  • assicurandosi che la produzione dello stabilimento raggiungesse la quantità concordata con la direzione;
  • che ci fosse a disposizione un budget, calcolato in base alle stime dei costi che deve sostenere nello svolgere le proprie mansioni e pianificando la divisione del budget tra il costo dei dipendenti, le materie prime e gli investimenti necessari per il mantenimento e il miglioramento di macchinari, attrezzi e strutture di produzione;
  • definendo indicatori e parametri di valutazione per monitorare l’andamento dei flussi di produzione e assicurandosi che gli obiettivi vengano raggiunti, sia per quanto riguarda la quantità che la qualità dei prodotti;
  • verificando che la produzione si mantenga al livello previsto, e che il budget non venga superato;
  • individuando i momenti di flessione nella produzione, indagando le cause, per intervenire in modo rapido ed efficace e ripristinare la produttività;
  • riferendo costantemente sull’andamento della produzione ai dirigenti dell’azienda, tramite report basati sui principali indicatori di performance;
  • gestendo l’assunzione di nuovo personale, monitorando che venga formato adeguatamente e raggiunga i target di produttività previsti;
  • favorendo politiche di coinvolgimento e incentivazione al miglioramento, per permettere ad ogni dipendente di esprimere il proprio potenziale;
  • verificando che tutti i lavoratori conoscano e rispettino le normative sulla sicurezza e che facciano uso dei dispositivi di protezione individuali.

Risultati ottenuti

L’esperienza, partita circa due anni fa e tutt’ora in corso, ha messo in luce le seguenti criticità di partenza:

  • scarso coinvolgimento del personale rispetto agli obiettivi, diffidenza al metodo e paura cambiamento, specialmente tra i capireparto e i capi funzione
  • mancanza di fiducia dei dipendenti nei confronti dei propri superiori
  • distribuzione di carichi di lavoro sbilanciato e inefficace gestione delle priorità
  • mancanza di sinergia tra le funzioni aziendali
  • lacune tra i dipendenti relative ai principi base del pensiero snello (Lean Thinking).

I principali benefici che la gestione congiunta di industrializzazione e produzione ha portato sono:

  • Aumento dell’efficienza globale dello stabilimento del 10%
  • Riduzione dei Tempi Ciclo di lavorazione dal 20 al 50%
  • Ottimizzazione dell’ergonomia delle postazioni di lavoro
  • Introduzione di sistemi “Poka Yoke” a prova di errore sulle linee di assemblaggio
  • Riduzione scarti nella produzione di componenti del 20%
  • Introduzione di KPI per il monitoraggio in tempo reale delle performance
  • Riduzione degli spazi occupati dal 20 al 40%
  • Riduzione dei tempi di set-up, applicando logiche SMED, del 50%
  • Riduzione del valore di magazzino componenti e semilavorati del 30%
  • Riduzione del tempo di attraversamento di fabbrica dal 15 al 40%

Desideri approfondire la tematica e capire se l’inserimento di un Temporary Manager BPR nella tua azienda è la soluzione più adatta per il raggiungimento dei tuoi obiettivi? Contatta la nostra segreteria: 0376 56338 • [email protected]

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