L’importanza di un ambiente di lavoro “bello” – Parte I

Da uno studio pubblicato sul blog “Jobyourlife” emergono alcuni aspetti fondamentali per creare un ambiente di lavoro ideale. Tra i numerosi elencati, ci sono: ascoltare la musica durante l’attività lavorativa. Si è riscontrato che quest’ultima aumenti la produzione e riduca lo stress; anche la possibilità di svolgere attività sportiva in ufficio incide positivamente sull’equilibrio tra mente e corpo, attraverso il rilascio di endorfine. Inoltre, la scelta del colore delle pareti non è casuale. Esistono colori per stimolare la mente, l’attenzione, il relax o la creatività. Anche la presenza di piante e fiori in un ufficio sembra avere effetti positivi, oltre che sull’umore e sulla salute, anche sulla produttività.
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Tra i più lungimiranti imprenditori dei giorni nostri che hanno fatto tesoro di questi suggerimenti sicuramente vi è l’azienda Google. Per la famosissima ditta di servizi online la produttività dei dipendenti è direttamente correlata alla piacevolezza dell’ambiente lavorativo. Secondo loro, un buon ambiente è il punto di partenza per creare buoni risultati. Proprio per questo, uno dei loro principali obiettivi è quello di realizzare un ambiente di lavoro creativo, meritocratico e stimolante, attraverso l’offerta di benefit e servizi. Tra le principali attività che contraddistinguono l’azienda ci sono sicuramente: lo scivolo per passare da un piano all’altro, un tavolo da biliardo e i mini salottini privati in cui discutere con i colleghi dei progetti personali che Google permette di portare avanti.

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Tuttavia, Google non è stato l’iniziatore della politica secondo la quale da un buon ambiente scaturisce un buon lavoro. Già a partire dal 1942, il Ing. Olivetti, famoso imprenditore a capo dell’omonima impresa aveva puntato sulla qualità del lavoro. Per poterla raggiungere tenta di mettere i dipendenti in condizioni di lavoro adeguate. Decide, quindi, di far costruire uno stabilimento ad Ivrea con grandi vetrate per rendere possibile ai tanti contadini, che erano andati a lavorare in azienda, di restare in contatto con la natura. “Dietro alle immense vetrate lavoreranno non solo gli impiegati degli uffici direzionali e amministrativi, ma anche gli operai alla catena di montaggio, gli addetti delle officine meccaniche impegnati nella fabbricazione e nel montaggio delle macchine da scrivere”. La concezione estetica di Olivetti è quella di: “tentare di realizzare un ambiente di lavoro capace di dialogare con i sensi di coloro che in esso vivono e lavorano..”.
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E voi!? Quali “trucchetti” usate nel vostro ambiente di lavoro per renderlo più accogliente e produttivo?
Chapeau a chi è tanto evoluto da raggiungere i livelli di Google; senza essere così avanti, è possibile comunque creare un posto di lavoro “bello” con qualche piccolo accorgimento che faccia sentire “parte della squadra” ogni singolo lavoratore. Nella seconda parte dell’articolo altri utili consigli. Keep in touch!

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